Educazione ambientale, archeologia sperimentale e fattorie didattiche


La Via Francigena di Acquapendente

via francigena

LA VIA FRANCIGENA DI ACQUAPENDENTE

#ViaFrancigena

La nuova sezione museale è una delle prime a livello europeo ad essere dedicata al tema della Francigena e si sviluppa lungo un percorso espositivo accompagnato da un ampio plastico che, su un tracciato di oltre ventisei metri, raffigura la Via Francigena da Canterbury a Roma, allestito all’interno del Museo della città di Acquapendente. I temi di carattere generale trattati lungo il percorso affrontano, con l’ausilio di video ed esposizioni di reperti, concetti ed aspetti delle civiltà passate a cui la strada ha fatto da vettore nel corso dei secoli, come gli aspetti della fede e del pellegrinaggio, del commercio, delle frontiere e delle comunicazioni, degli scambi di sapere nel campo costruttivo, degli assedi e della guerra, dell’ospitalità e del folclore. Ma non mancano, in un’apposita sala dotata di videoproiezioni su un plastico di Acquapendente, gli specifici aspetti urbanistici che legano la città alla Via Francigena.

Via Francigena

La Tuscia, regione dell’Alto Lazio, dove risiede Acquapendente, nasce e si sviluppa intorno ad un asse viario principale di antichissima origine, ricalcato in età romana dal tracciato della consolare Cassia, in uso fino ai giorni nostri. A partire dal Medioevo su questa direttrice comincia a scorrere un traffico nuovo fatto di uomini, idee e merci che si muovono da nord verso Roma e viceversa per visitare la tomba di San Pietro e Paolo. Alcuni tratti di questa strada assumono allora, in età carolingia e successivamente, il nome di Via Francigena per il flusso di genti provenienti per lo più dall’Europa centro-occidentale.  La Via Francigena nasce quindi come Strada Europea. Originariamente, tuttavia, il tratto della Via Francigena che percorre Acquapendente non corrispondeva all’attuale.

Via FrancigenaOriginariamente, tuttavia, il tratto della Via Francigena che percorre Acquapendente non corrispondeva all’attuale. I pellegrini, infatti, entrando da Porta della Ripa, percorrevano quella che è l’attuale via Rugarella per ritrovarsi sull’odierna piazza principale, intitolata al chirugo e anatomista Girolamo Fabrizi. Proseguivano poi lungo quella che è oggi via XV Maggio, passando di fronte alla pieve Santa Vittoria e ancora verso il complesso della cattedrale del Santo Sepolcro, un tempo abbazia benedettina. Di qui uscivano da Porta Romana, situata nell’area che oggi è occupata dalla Torre Julia de Jacopo, in direzione Roma.

L’itinerario viterbese della Via Francigena scende verso Roma toccando suggestivi borghi della Tuscia, con i loro ritmi di vita e la loro quiete: Proceno, Acquapendente, Bolsena, San Lorenzo Nuovo, Montefiascone, fino ad arrivare a Viterbo, importante città medievale nonché sede temporale del Papato nella prima metà del Duecento. Da Viterbo la Via Francigena trova due alternative di percorso: la via di Valle che incontra le cittadine di Vetralla, Capranica, Sutri e Monterosi e la via di Monte che incontra Ronciglione e Nepi. Le varianti si ricongiungono fino alla città eterna.

 Via Francigena

Per informazioni e prenotazioni contattate la Coop. L’Ape Regina allo 0763-730065, oppure al Centro Visite del Comune di Acquapendente al numero verde gratuito 800-411.834 interno zero, E-mail: eventi@laperegina.it

Via FrancigenaWR6 vi fa riascoltare i racconti dei pellegrinaggi che compongono il prezioso diario di dieci anni trascorsi in cammino per Radio Rai: storie e storia, paesaggi e arte, culture e fede. [guarda il sito e ascolta]

GLI ITINERARI SULLA VIA FRANCIGENA DI ACQUAPENDENTE

Da Acquapendente a Bolsena: dopo la visita alla Chiesa del Santo Sepolcro la cui splendida cripta ricostruisce l’omonima chiesa in Terra Santa e alla sezione dedicata alla Francigena all’interno del Museo della città, la tappa prosegue senza emozioni fino a San Lorenzo Nuovo,dove possiamo ammirare un bel panorama sul lago di Bolsena.

Superato il Centro di San Lorenzo Nuovo è possibile seguire una variante del percorso, poi scesi nel cratere vulcanico, imbocchiamo un piacevole percorso su strade sterrate che ci conduce a Bolsena, in un continuo saliscendi tra uliveti, prati e boschi, con i bei panorami del lago sullo sfondo. [http://www.viefrancigene.org/it/resource/statictrack/tappa-37-da-acquapendente-bolsena/]

The region of Tuscia is situated right on the itinerary of the so called Via Francigena, an ancient route crossed by a thousands of pilgrims in search of the lost “Celestial Land”. In medieval times, the major destinations for pilgrims were: Rome, The Holy Land and Santiago de Compostela, the furthest point of western Europe. At that time, the via Francigena became a vast web of European roads and routes all of which led towards these pilgrimage sites. The way to Rome was along what was probably the most important road of the times, the Via Francigena which led to the Eternal City from the Western Alps and the Rhineland and was used for seven centuries by sovereigns, plebeians and clergymen. The Via Francigena led all the way from Canterbury to Rome and was one of the pathways of European history. It was a main road along which hundreds of thousands of pilgrims passed on their way to Rome. The Via Francigena cut through the Alps in the Valley of Aosta and proceeded southwards through Piedmont, Lombardy, the flatlands of the river Po before entering the Apennines to pass into Tuscany and Latium, and then Rome. Near Rome, in the Etrurian section, the stages of the ancient route are the following: Proceno, Acquapendente,  Bolsena, Montefiascone, Viterbo, which became a cardinal destination on the itinerary and was well supplied with hospices and lodgings. After Viterbo, travellers faced the obstacle of the Cimini mountains which they traversed by going either to the right or to the left along the Vico Lake. The more popular choice varied from age to age. One way led to Ronciglione and the little church of Saint Eusebius. The other led through chestnut woods and we may still make out traces of an old path that passed by the Cistercian Abbey of St Martins in Cimino. The pilgrims would then make their way to Vetralla. After this, the road led to Capranica, Sutri, Monterosi and then the pilgrims left the Via Cassia for the Via Trionfale that led them into Rome at last.