Il ritratto nella ceramica

Il ritratto nella ceramica

Laboratori artistici e storici” per bambini al Museo civico e diocesano della città di Acquapendente

per tutto il mese di Novembre e Dicembre ore 15.00 – 17.00

Ripercorrere le fasi di lavorazione e decorazione della ceramica medievale e rinascimentale, prendendo ad esempio i piatti da pompa e i quadri presenti nel Museo civico e diocesano della città di Acquapendente.

I partecipanti verranno guidati nella realizzazione di ritratti femminili, adoperando gli stessi colori della ceramica di riferimento.

Costo: €5/partecipante – comprensivo del biglietto d’ingresso al Museo della città.

Orario: 15.00 – 17.00

Prenotazione consigliata.

 

Laboratori storico artisticiQuesto percorso museale, rientra all’interno del progetto “Un museo per i più piccoli” inaugurato nel 2015 al Museo della città di Acquapendente e che ogni anno, propone laboratori storico artistici esperienziali rivolti a bambini e ragazzi di tutte le fasce d’età.

Allestimenti temporanei e visite guidate tematiche dedicate ai più piccoli tra i nostri visitatori per un nuovo stile di visita al Museo della città, con un percorso museale comune per adulti e bambini, ma con strumenti informativi differenziati e con la possibilità di condividere insieme anche la partecipazione ad un laboratorio artistico. Lungo il percorso i bambini potranno avere cuscini su cui sedersi e disegnare, spazi dedicati a laboratori didattico-artistici e un giardino esterno utilizzabile in tutta sicurezza. La visita, per i più piccoli, ha lo scopo di stimolare la curiosità verso il mondo antico attraverso un linguaggio diverso e più coinvolgente, lungo un percorso illustrato e posizionato ad altezza di bambino, in cui i pannelli sovrastanti sono raccontati con una grafica accattivante e un linguaggio semplice e divertente.

Con questo percorso di visita è stato ideato un modo per avvicinare i più piccoli alla conoscenza del patrimonio storico e artistico della città di Acquapendente, trasformando il museo in un luogo ideale per scoprire la storia e le tradizioni del Medioevo e del Rinascimento, dove adulti e bambini possono partecipare insieme alla visita e approfondire i diversi argomenti illustrati usufruendo sia della pannelli espositivi che degli strumenti multimediali esposti.

GLI ALTRI LABORATORI STORICO ARTISTICI CHE VERRANNO REALIZZATI AL MUSEO DELLA CITTA’

I laboratori che proponiamo consentono ai bambini di conoscere alcune tecniche di produzione del mondo antico e di acquisire nuove conoscenze divertendosi.

  • SETTEMBRE-OTTOBRE: “Il piccolo archeologo
  • NOVEMBRE-DICEMBRE: “Il ritratto nella ceramica
  • GENNAIO-FEBBRAIO: “Il diario di viaggio dei viaggiatori sulla Via Francigena
  • MARZO-APRILE: “Artigiani vasai
  • MAGGIO-GIUGNO: “L’abito del pellegrino
  • LUGLIO-AGOSTO: “Pergamene, piume e calamai”

Con questi laboratori artistici, storici e didattici i piccoli visitatori (ma anche gli adulti) potranno sperimentare diverse tecniche artistiche e immergersi ancora di più nella storia del nostro Paese. I laboratori saranno realizzabili tutti i sabato e domenica.

COME AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI

Per avere maggiori informazioni sui laboratori storico artistici al Museo della città, telefonare a Coop L’Ape Regina 0763-730065 oppure Centro Visite Comune Acquapendente numero verde gratuito 800-411.834 interno zero, mandare un’email a eventi@laperegina.it.

COME ARRIVARE AD ACQUAPENDENTE:

Acquapendente si trova all’altezza del km 130 della S.S. Cassia, tra Viterbo e Siena. Si può raggiungere anche tramite l’A1, uscita Orvieto. Seguire la indicazioni per Acquapendente.

MUSEO della CITTÀ di Acquapendente
archeologia sperimentale, storia e arte

Il Museo è collocato in tre sedi espositive poste lungo l’asse viario che coincide con l’attraversamento urbano della Via Francigena ad Acquapendente.

La sede centrale trova spazio presso le ampie sale del Palazzo Vescovile dove è possibile ammirare le raccolte d’arte sacra diocesana provenienti dalla Cattedrale e dalle altre chiese di Acquapendente e numerosi reperti ceramici, dal medioevo ai nostri giorni. La collezione del Museo è stata recentemete arricchita di opere inedite: dipinti dal ’400 all’800, oggetti liturgici, stemmi monumentali e iscrizioni lapidee in marmo che fanno parte di una mostra denominata I MAI VISITI.

La sede centrale ospita una sezione dedicata alla Via Francigena con una specifica attenzione alla storica vocazione della città e del territorio come centro di frontiera culturale.

All’ingresso sud della città vi è la sede della Torre Julia de Jacopo che ospita un’importante raccolta di maiolica arcaica. All’estremo nord dell’abitato si trova la seconda sede distaccata, la Pinacoteca, all’interno dell’ex convento dei frati Minori Conventuali, dove sono esposti i numerosi dipinti facenti parte della quadreria del convento francescano, che vanta opere che spaziano dal XV al XIX secolo.

Favole per voi
“C’è tempo”

favole

Una sezione tutta nuova, una serie di appuntamenti da gustare con i vostri bambini. Selezioniamo per voi delle favole da leggere ad alta voce, altre, con tante illustrazioni, le abbiamo raccontate noi operatori per VOI.

Leggere ad alta voce è una pratica che ha numerosi benefici. E’ un’abitudine che richiede pratica e costanza, anche in famiglia promuove una cultura del dialogo e una cultura dell’ascolto.

Tutti i nostri racconti sono pubblicati sulla pagina Facebook della Cooperativa L’Ape Regina @laperegina.cooperativa … se ti piacciono vai a lasciare un “MI PIACE”!!! GRAZIE!

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L’ALBERO – Shel Silverstein –

C’era una volta un albero che amava un bambino.
Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni.
Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta.
Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato ai suoi rami.

CONTINUA A LEGGERE. [/one_third]

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LA CASA DEI TRE BOTTONI -Gianni Rodari-

C’era una volta un falegname, si chiamava Tre Bottoni. Forse si chiamava anche Giacomo o Napoleone, ma era stato soprannominato Tre Bottoni da tanto tempo che nessuno si ricordava più il suo vero nome, neanche lui.

CONTINUA A LEGGERE.[/one_third] [one_third_last]

 LA CASA DEI TRE BOTTONI -Gianni Rodari-

Prima dell’alba, quando il cielo era più cupo e i tuoni più violenti, un pugno imperioso bussò tanto forte che la casetta ne tremò.  Aprite! «Potresti aggiungere “per favore”», pensò Tre Bottoni, sorpreso. Ma aprì lo stesso e si trovò davanti…

CONTINUA A LEGGERE. [/one_third_last]

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IL FATTO E’

– Gek Tessaro-

La storia racconta di un giovane ANATROCCOLO che non vuole fare il bagnetto e a nulla servono gli sforzi di tutti gli altri animali … neanche quelli del LUPO, al quale tira un brutto scherzo!!! L’anatroccolo cambierà idea solo quando … BUON ASCOLTO!!!

SE VI è PIACIUTO IL BRANO METTETE “MI PIACE“!! [/one_third]

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L’ALBERO VANITOSO

-Nicoletta Costa-

Il racconto di un albero antipatico che non vuole far toccare le sue FOGLIE a nessuno, né ad uccellini né a farfalle né a gattini, fino a quando capita che … BUON ASCOLTO PICCOLI AMICI!

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I TRE PORCELLINI

fiaba tradizionale

Quante volta ve l’hanno raccontata da bambini e quante volte l’avete raccontata ai vostri piccoli?

I Tre porcellini è una fiaba classica che non solo insegna a stare attenti al lupo cattivo, CHE POI COSÌ CATTIVO NON È, ma anche a fare le cose per bene e senza fretta. … BUON ASCOLTO PICCOLI AMICI! [/one_third_last]

C’È TEMPO per leggere e per riflettere … BUON ASCOLTO PICCOLI AMICI!!!

 

Capitombolo – Gek Tessaro-

protagonista di nuovo la nostra amica PAPERETTA un po’ capricciosa, tenace e curiosa che vuole arrampicarsi a tutti i costi sul ramo di albero, tanto da attirare l’attenzione di tanti amici animali che alla fine …

realizza il puzzle

Laboratorio di decorazione di campanelle in ceramica

Laboratorio di decorazione di campanelle in ceramica

la domenica dopo Pasqua

ore 15:30 – 17:30

Museo civico e diocesano della città di Acquapendente

E’ dal 1150 che ad Acquapendente viene organizzata la “Fiera delle Campanelle” o campanelli come si usava chiamarli un tempo, domenica 23 aprile, la tradizione di ripete. Come ogni anno le vie della cittadina di Acquapendente vengono popolate di venditori e acquirenti che colorano di bancarelle e brusio il centro storico della cittadina.

Tra questi non possono mancare i ceramisti che espongono e vendono campanelle artistiche decorate.

Il Museo della città di Acquapendente, per l’occasione è aperto dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, e nella sala interna, ospita le campanelle partecipanti ai precedenti concorsi tematici.

Al concorso “Antica fiera delle campanelle” possono partecipare ceramisti professionisti ma anche “amanti” della ceramica e tutti hanno l’occasione di esporre le loro opere nella mostra finale che prevede anche l’assegnazione di premi per le migliori campanelle dell’anno.

La partecipazione è gratuita, e le opere premiate restano a far parte delle collezioni del Museo della città, che nel corso degli anni ha raccolto tutti i manufatti vincitrici, potendo così creare un apposito spazio espositivo. [guarda le modalità per l’iscrizione]

LA MIA CAMPANELLA AQUESIANA

campanelle

In occasione di questa bellissima manifestazione, e per partecipare al concorso, L’Ape Regina, organizza dei laboratori per la decorazione di campanelle in argilla.

Il mini-corso è rivolto non solo ai bambini ma a tutti coloro che vogliono cimentarsi nella realizzazione di un’opera artistica creativa. Il laboratorio verrà realizzato all’interno dei locali del Museo della città di Acquapendente. Le opere realizzate verranno liberamente lasciate al museo o portate via dei singoli partecipanti.

La prenotazione è obbligatoria telefonando al Centro Visite del Comune di Acquapendente allo 0763-730065 entro il giorno prima dell’evento. Il laboratorio si attiverà per un massimo di 15 e con un costo di 8€/partecipante . Età minima dei partecipanti 6 anni.

Tutte le opere realizzate, se gli artisti vorranno donarle al museo, parteciperanno al concorso e verranno inserite nella categoria “decoratori e amanti della ceramica”.

COME ARRIVARE AD ACQUAPENDENTE:

Acquapendente si trova all’altezza del km 130 della SS Cassia, tra Viterbo e Siena. Si può raggiungere anche tramite l’A1, uscita Orvieto.

ALTRE CURIOSITÀ SULLA FIERA DELLE CAMPANELLE

Il concorso e la mostra si rifanno proprio alla tradizione antica della Fiera delle Campanelle, celebrata ad Acquapendente ogni anno la prima domenica dopo Pasqua, e che risale al 1150: i pellegrini che tornavano dalla Terra Santa si fermavano in paese per vendere gli oggetti e le merci che avevano portato dall’Oriente; i campanelli venivano appesi al collo degli animali per attirare l’attenzione dei passanti, possibili acquirenti delle merci.
Oggi le campanelle decorate sono parte integrante e simbolo della Fiera, insieme a merci varie e mezzi agricoli.

La casa dei Tre Bottoni
di Gianni Rodari – II parte

Continuiamo la lettura del nostro racconto “LA CASA DI TRE BOTTONI” ecco la seconda parte … oggi in aggiunta vi proponiamo anche un piccolo laboratorio, inviateci le foto dei vostri disegni su @laperegina.cooperativa o a eventi@laperegina.it

… per riprendere il discorso … abbiamo lasciato il signor Tre Bottoni che apre la porta della sua umile dimora al RE … cosa succederà?

 

C’È TEMPO per leggerla  e per riflettere.

Di seguito la storia da leggere ai vostri bimbi … BUONA LETTURA!!!

LA CASA DEI TRE BOTTONI

di GIANNI RODARI

[scarica la II parte del racconto in .pdf] [scarica il piccolo LABORATORIO in .pdf]

#iorestoacasa #lettureacasa

Prima dell’alba, quando il cielo era più cupo e i tuoni più violenti, un pugno imperioso bussò tanto forte che la casetta ne tremò.
– Aprite!
«Potresti aggiungere “per favore”», pensò Tre Bottoni, sorpreso. Ma aprì lo stesso e si trovò davanti…
– Fammi entrare!
Ma era proprio…
– Fa’ entrare anche il mio cavallo!
Non c’era dubbio: il manto era fradicio, ma la corona brillava, come se il temporale l’avesse lucidata. Era il Re!

– Dove c’è posto per dodici, c’è posto anche per tredici, – mormorò Tre Bottoni, inchinandosi. E tra sé aggiunse: «E dove c’è posto per un Re, c’è posto anche per il suo cavallo».

– Vista di fuori, – disse, – la tua casa sembrava più piccola.
Il Re entrò e si guardò intorno alla luce dei lampi.
– Veramente, – spiegò Tre Bottoni, – io me l’ero fatta su misura della mia persona.
– Che legno hai usato?
– Castagno, Maestà.
– Il castagno non è elastico come la gomma. C’è qualcosa che non capisco.
– E meno male che c’è, – disse Tre Bottoni, – altrimenti come c’entrava tutta questa gente?
Sua Maestà Re Bernardino Quarto rifletté a lungo.
– Forse non è questione di legno, ma di CUORE, – disse.
– Come sarebbe?
– Il cuore è piccolo come un pugno, ma se uno vuole può metterci dentro tutta la gente del mondo e rimane ancora posto. Si vede che questa casa l’hai fatta col cuore.
Tre Bottoni rimase zitto.

– E questa gente chi è? – domandò il re, indicando la piccola folla addormentata.
– Dunque, quello è lo zio Caramella, quella è una vedova con i suoi bambini, quello …
Tre Bottoni spiegò ogni cosa a re Bernardino che, ascoltandolo, diventava sempre più triste.
Quando poi notò il suo servitore malato, che si lamentava nel sonno, si tolse la corona di testa, come se a un tratto fosse diventata troppo pesante per portarla.
– Credevo di essere un buon Re, – disse, – e guarda quanta gente disgraziata. Che cos’ho fatto io per questa gente? Molto meno di te, che almeno le hai offerto un tetto per la notte. È ora che me ne vada.
– Con questa pioggia, Maestà?
– No, non volevo dire questo. È ora che me ne vado in pensione. Se uno non sa governare in modo da rendere felici tutti quanti, è meglio che si levi la corona dalla testa.

Pensò ancora un poco, poi disse: – Però posso fare ancora qualcosa. Appena sarà cessato il temporale, verrete tutti con me.

Tu, a quel che vedo, sei un bravo falegname alla reggia non ti mancherà il lavoro. Penseremo anche agli altri: chi ha bisogno di essere curato lo sarà, chi ha bisogno di trovare un lavoro lo troverà. In cambio, tu mi darai la tua casa a rotelle: con essa girerò il regno in cerca di persone che abbiano bisogno del mio aiuto. Sei d’accordo?

Non si sa che cosa abbia risposto Tre Bottoni, perché proprio in quel momento si udì un imperioso suono di clacson.
Durante la notte, il vento aveva spinto la casetta proprio in mezzo alla strada e la corriera non poteva passare.
– Ehi, voi altri, – gridava l’autista, – ehi, zingarelli, sveglia! Tiratevi un po’ da parte.
La gente si affacciava ai finestrini e rideva. – È la casa di Tre Bottoni…
La casa? Vorrete dire la «roulotte»!

Sveglia, Tre Bottoni!!!
Tre Bottoni uscì dalla casetta e per prima cosa notò con sollievo che non pioveva più. Dietro di lui uscì lo zio Caramella, pettinandosi la barba. Dietro lo zio Caramella uscì la donna, uscirono poi i suoi tre bambini e l’ultimo ad uscire camminava a quattro zampe.
– Ma quella non è una casa, – rideva la gente, – è un cappello di un prestigiatore! Vedrete che alla fine uscirà il coniglio bianco!

E fuori gente, e fuori gente.

– Ma come avete fatto a starci tutti insieme senza diventare piatti come sardine?
– Guardate! C’era anche un cavallo! Un cavallo bianco! Altro che conigli…
Ma dietro il cavallo uscì il Re in persona. Allora tutti ammutolirono.

L’autista fece un inchino che a momenti si rompeva la schiena in due.
– Su, su, niente storie, – disse il re, – fate salire questa brava gente, pago io il biglietto. La casetta di Tre Bottoni potete attaccarla dietro la corriera, al posto del rimorchio. Io vi verrò dietro a cavallo e vi dirò dove dovrete fermarvi.
Se i libri di storia dicono la verità, quella fu la prima volta che la corriera giunse alla capitale scortata dal Re a cavallo. E fu anche l’ultima.

Tre Bottoni sposò la donna e, per far giocare i suoi tre bambini, fabbricò un’altra casetta di legno a rotelle, precisa alla prima. Era piccola così, ma ci stavano dentro tutti i bambini della città e se, da ultimo, un gatto voleva entrare, c’era posto anche per lui!!!

 

 BUONA PASQUA!!!

… CONTINUATE A SEGUIRCI OGNI SABATO ALLE ORE 16.00 SU @laperegina.cooperativa …

CIAO BIMBI!!!!

Colorare le uova di Pasqua
con gli ingredienti naturali

COLORARE LE UOVA DI PASQUA

con gli ingredienti naturali in cucina

[scarica il procedimento stampabile in .pdf]

#iorestoacasa #laboratorieludoteca #museodelfiore

Domani è Pasqua!!! Tra le tradizioni aquesiane più amate dai bambini ma anche e soprattutto dagli adulti ricordiamo quella della benedizione delle uova il Sabato Santo. Un appuntamento ormai immancabile e anche se quest’anno non ci è permesso portale alla benedizione, vogliamo comunque proporvi la preparazione delle uova sode con colorazione e decorazione con tutto ciò che avete disponibile in dispensa.

Questa usanza risale a tempi molto antichi e la tradizione religiosa vuole che l’uovo sia simbolo del dischiudersi della vita nella stagione di primavera quando la natura si ridesta e si rinnova. Questa espressione della pietà popolare, propria sia dell’Oriente che dell’Occidente, si riflette nella consuetudine di benedire le uova nel giorno di Pasqua. Il gesto semplice ed umile porta nell’ambito familiare il messaggio della risurrezione e della vita nuova in Cristo, che investe l’uomo e la natura.

Colorare le uova sode in modo naturale, con le tecniche e i coloranti adatti, permette di consumarle senza problemi e senza sprechi.

Come fare?

Il metodo è veramente molto semplice e potete sbizzarrirvi a tirare fuori qualsiasi coloro da ogni verdura e/o frutta e/o spezie che avete disponibile in cucina. La preparazione delle uova sode e la colorazione possono avvenire nello stesso momento! Infatti la colorazione delle uova avviene aggiungendo alcuni ingredienti specifici all’acqua di cottura delle uova.

Ma andiamo per gradi! Il modo più pratico per colorare le uova sode consiste nell’aggiunta durante la bollitura di qualche goccia di colorante alimentare (gli stessi coloranti che spesso vengono utilizzati per decorare i dolci). I coloranti alimentari vanno bene anche per colorare le uova sode immergendole in acqua fredda colorata.

Come si fa? Mettete le uova a lessare in acqua fredda con un pizzico di sale. Spegnere 10-12 minuti dopo che l’acqua inizia a bollire. In un bicchiere mettete 250 ml di acqua con due cucchiai di aceto e qualche goccia di colorante alimentare. Passate le uova direttamente dall’acqua bollente nel bicchiere con il colorante ed aspettate circa 10 minuti che l’uovo si colori.

Altra possibilità più creativa e più impegnativa che sicuramente farà divertire tantissimo i vostri bambini è l’utilizzo dei coloranti naturali per decorare le nostre uova sode! E come???

Il procedimento migliore prevede di tagliare due o tre tazze di frutta, verdura o erbe prescelte in piccoli pezzi, immergerle poi in una pentola di acciaio con un litro d’acqua e portare il tutto ad ebollizione. Aggiungere infine le uova all’acqua bollente per 12 minuti fino a quando non saranno completamente sode. Un buon consiglio è quello di strofinarle con aceto prima della cottura mentre subito dopo averle tinte si può passare dell’olio vegetale in modo che risultino più brillanti.

Potrete aggiungere all’acqua di cottura delle uova i seguenti ingredienti, in quantità variabili a seconda del numero delle uova e delle sfumature che vorrete ottenere, insieme a un cucchiaino di aceto per fissare il colore.

GIALLO: zafferano, curcuma, peperoni e fiori di camomilla

VERDE: spinaci, prezzemolo e menta

ROSSO: barbabietola rossa, cavolo rosso e fragole

ROSA: cavolo rosso con aggiunta di limone

ARANCIONE: bucce di cipolla, paprika, carote e arance

MARRONE: caffè, cacao e tè nero

VIOLA: barbabietola e vino rosso

BLU: mirtillo e cavolo rosso con l’aggiunta di bicarbonato

Potrete anche creare delle colorazioni a parte con i colori primari per poi mescolare e ottenere nuovi colori, ad esempio abbinando rosso e blu per il viola, giallo e rosso per l’arancione.

Un’altra idea simpatica che possiamo proporre è di abbellire le uova, prima della colorazione in acqua, con elementi vegetali.

Se volete, potete ad esempio con un motivo fogliato o con delle righe. In questo caso all’esterno dell’uovo potete mettere delle piccole foglie poi inserirlo in una calza ben stretto e infine immergerlo nel colore che preferite oppure avvolgerlo in un elastico e poi metterlo nel colore per creare delle righe.

Proponiamo un esempio con le foglie di prezzemolo:

  • adagiate una foglia di prezzemolo sul guscio
  • coprite l’uovo con un pezzo di un collant
  • in una ciotola, inserire delle bucce di cipolla, dell’acqua e dell’aceto di vino
  • mettere le uova in un pentolino con acqua e con le bucce di cipolla e portate il pentolino sul fuoco per tre minuti dalla bollitura, poi lasciate raffreddare per bene.
  • togliere le uova e lasciarle asciugare all’aria.
  • quando eliminerete il collant e la foglia di prezzemolo, le vostre uova si saranno colorate e si saranno decorate con la sagoma delle foglie.

Questo procedimento può essere utilizzando con qualsiasi colorante sopra descritto e con qualsiasi decorazione, altre foglie o fiori che siano, a vostra scelta!!!

Ultimo suggerimento, se non vi piace questo metodo di colorazione, potete sempre sbizzarrirvi utilizzando nastrini o decorazioni a decoupage dopo la lessatura. Non ponete limiti alla fantasia per realizzare delle originali decorazioni coprendo parti di uovo con nastro adesivo, elastici o altri oggetti che potete facilmente trovare in casa.

 A questo punto le uova di Pasqua sono pronte per la colazione della domenica mattina in famiglia!!!

E se non vi piacciono le uova sode??

Non c’è problema, potrete comunque preparare delle decorazioni di Pasqua a forma di uovo a partire da uova svuotate (perché consumate in altro modo) o non commestibili. Queste ultime sono apposite uova da decorare che possono essere realizzate in polistirolo, in legno o in altri materiali.

Nel caso delle uova sintetiche che avranno un semplice scopo decorativo, potrete scegliere i colori e i materiali che preferite per la colorazione. Potrete, ad esempio, decidere di rivestire le uova con degli scampoli di stoffa o della carta velina, dipingerle con gli acquerelli o con le tempere, oppure decorarle con la tecnica del decoupage.

Decorare le uova non è mai stato più semplice e divertente di così!

 BUONA PASQUA A TUTTI!!!

La casa dei Tre Bottoni
di Gianni Rodari – I parte

Il secondo racconto che vogliamo proporvi è La casa dei Tre Bottoni di Gianni Rodari, pubblicato per la prima volta nel 1969 sul Corriere dei Piccoli.

E’ una storia molto bella che parla di integrazione e di accoglienza.

C’È TEMPO per leggerla  e per riflettere.

Di seguito la storia da leggere ai vostri bimbi … BUONA LETTURA!!!

LA CASA DEI TRE BOTTONI

di GIANNI RODARI

[scarica la I parte del racconto in .pdf]

#iorestoacasa #lettureacasa

C’era una volta un falegname, si chiamava Tre Bottoni. Forse si chiamava anche Giacomo o Napoleone, ma era stato soprannominato Tre Bottoni da tanto tempo che nessuno si ricordava più il suo vero nome, neanche lui.

Abitava in un paese povero povero, dove la gente non aveva certo i soldi per farsi i mobili nuovi. In un anno, sì e no, gli ordinavano un tavolo e quattro sedie. L’anno dopo gli ordinavano appena appena uno sgabello.

– Non volete un armadio?
– Eh, chissà quanto costa.
– Un cassettone?
– Eh, chissà quanto viene.
– Un attaccapanni?
– Bravo, e che cosa ci attacchiamo?

I pochi panni che avevano li portavano indosso.

Tre Bottoni pensò: «Mi conviene cambiar paese. Però, vado in un paese nuovo, dovrò comprare una casa, o perlomeno prenderla in affitto. Mi conviene fabbricarmi una casetta di legno e metterci le rotelle: me la porterò dietro dappertutto e quando farò fortuna mi sposerò, e quando mi sarò sposato la darò ai miei bambini per giocare».
Detto fatto, si mise al lavoro. Come falegname era bravo la fatica non gli dava noia e non aveva paura di picchiarsi il martello sulle dita.
Era anche piccolo, Tre Bottoni. Era anche magro. Né gli occorreva una casa tanto grande. Difatti, la fece piccolissima, ci stavano dentro lui, il martello e la pialla, ma la sega no, la sega doveva appenderla a un chiodo, fuori dalla porta. Sopra la porta ci dipinse il suo nome: «Tre Bottoni». Sotto la casa, ci mise quattro rotelline. Per tirarla, una stanga.

– Guarda, guarda, – diceva la gente, – Tre Bottoni ha fatto una casa col manico.
E ridevano. Ma Tre Bottoni fingeva di non aver sentito. Quando partì, tirandosi dietro la sua casetta a ruote, la gente diceva:
– Guarda, guarda, Tre Bottoni si è fatto la «roulotte». E la benzina dove la metti, che non hai il serbatoio? Te la bevi?

Tre Bottoni si levò il cappello per salutare e se ne andò. La casa era leggera. In discesa, Tre Bottoni ci montava su, come se fosse un carrettino, e via!
Cammina e corri, venne la sera e Tre Bottoni si fermò in un prato.
– Dormirò qui, per oggi ho fatto abbastanza strada.
Lo svegliò, qualche ora dopo, la pioggia che picchiava sul tetto. Era scoppiato un temporale e i fulmini guizzavano da tutte le parti.
«Senti come tuona», si disse Tre Bottoni.
Ma non era soltanto il tuono. Qualcuno bussava alle pareti della casetta, bussava, bussava, e una voce implorava:
– Aprimi, per piacere. Aprimi, Tre Bottoni!
– Chi è?
– Mi bagno tutto, fammi entrare.
– Prova un po’, – disse Tre Bottoni, aprendo la porticina, – io la casa me la sono fatta su misura, ma se ci stai anche tu … ben contento!
– Dove c’è posto per uno, c’è posto per due.

Entrò un vecchietto, si strizzò la barba per farne uscire l’acqua e si sdraiò.
– Vedi che ci sto?
– Vedo, vedo. Ma chi siete?
Sono tuo zio Caramella. Sono rimasto solo, non ho più nessuno che mi dia un piatto di minestra, ho pensato a te. Figurati come sono rimasto male, al paese, quando mi hanno detto che eri partito. Per fortuna i ragazzini hanno visto che strada hai preso e me l’hanno indicata. Ti sei fatto la casa nuova, eh? Allora le cose ti vanno bene?
– Benone, benone, – disse Tre Bottoni.
– Bravo, ci ho piacere, – disse zio Caramella. – Adesso scusami, ma ho bisogno di dormire. Parleremo domattina.
– Buon riposo, – disse Tre Bottoni. Lui però rimase sveglio a grattarsi in testa e pensava: «Povero vecchio, scommetto che non ha nemmeno cenato. Proprio come me».

E intanto tuonava, tuonava. Ma non era soltanto tuono. C’era qualcuno che bussava alla porta, e una voce pregava:

– Aprite, per favore. Aprite!
– Chi è?
– Una povera donna con i suoi tre bambini. Il temporale ci ha colti per la strada e non abbiamo riparo.
– Entrate, – disse Tre Bottoni, aprendo la porta, -potete. Io la casa me la sono fatta su misura, ma se ci siete anche voi … ben contento!
– Dove c’è posto per due, c’è posto anche per tre. I bambini li terrò in braccio.
Entrò la donna, entrarono i suoi bambini, si sdraiarono a dormire, e ci stavano tutti.
– Vi ringrazio tanto, – disse la donna, – ci si sta proprio bene, qui dentro.
– Scusate, ma voi dove andavate, con questo tempaccio?
– Andavo alla disgrazia, andavo, – disse la donna, mettendosi a piangere. – Sono rimasta vedova con questi figlioli, non potevo più pagare l’affitto e il padrone mi ha sfrattata. Chissà che cosa sarà di noi domani!
– Adesso non pensateci. Cercate di dormire.

Tre Bottoni, però, non poteva dormire e pensava: «Poveretta lei e poveretti i suoi bambini. Scommetto che non hanno nemmeno cenato. Proprio come me e come lo zio Caramella».

Il temporale continuava. La pioggia scrosciava senza riposo. I tuoni rimbombavano da un capo all’altro della terra. E ogni tanto qualcuno bussava alla porticina, in cerca di riparo, e Tre Bottoni lo faceva entrare dicendo:
– Dove c’è posto per cinque c’è posto per sei… Dove c’è posto per sei c’è posto per sette… Dove c’è posto per undici c’è posto per dodici…
Una volta era un boscaiolo a cui il torrente aveva portato via la capanna. Un’altra volta erano due giovani in viaggio per andare all’estero a lavorare. Poi fu un vecchio cacciato di casa perché non poteva più lavorare. Poi un servitore del re cacciato dalla reggia perché si era ammalato e il maggiordomo non voleva farlo curare.

Prima dell’alba, quando il cielo era più cupo e i tuoni più violenti, un pugno imperioso bussò tanto forte che la casetta ne tremò.
– Aprite!
«Potresti aggiungere “per favore”», pensò Tre Bottoni, sorpreso. Ma aprì lo stesso e si trovò davanti…
– Fammi entrare!
Ma era proprio…
– Fa’ entrare anche il mio cavallo!
Non c’era dubbio: il manto era fradicio, ma la corona brillava, come se il temporale l’avesse lucidata. Era il Re!

… la II parte la troverete SABATO 11 APRILE ORE 16.00 su @laperegina.cooperativa … C’E’ TEMPO!!!

L’Albero
di Shel Silverstein

La prima storia che vogliamo proporvi è L’albero di Shel Silverstein, prima edizione 1964, arriva in italia (Salani) nel 2000.

Una storia semplice ma profondissima.

C’E’ TEMPO per leggerla  e per riflettere.

Di seguito la storia da leggere ai vostri figli … ma se volete vi offriamo la possibilità di ascoltarla con il link ad un cortometraggio che la racconta in un cartone animato https://www.youtube.com/watch?v=LPypGxJ3eJI

L’ALBERO

(Shel Silverstein)

C’era una volta un albero che amava un bambino.
Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni.
Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato ai suoi rami.
Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino.
Quando era stanco, il bambino si addormentava all’ombra dell’albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna-nanna.
Il bambino amava l’albero con tutto il suo piccolo cuore. L’albero era felice.
Ma il tempo passò e il bambino crebbe.
Ora che il bambino era grande, l’albero rimaneva spesso solo.
Un giorno il bambino venne a vedere l’albero e l’albero gli disse: “Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l’altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice”.
“Sono troppo grande per arrampicarmi sugli alberi e per giocare”, disse il bambino.
“Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi. Puoi darmi dei soldi?”
“Mi dispiace”, rispose l’albero, “ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti. Prendi i miei frutti, bambino mio, va a venderli in città. Così avrai dei soldi e sarai felice”.
Allora il bambino si arrampicò sull’albero, raccolse tutti i frutti e li portò via.
E l’albero fu felice.
Ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare…. E l’albero divenne triste.
Poi un giorno il bambino tornò; l’albero tremò di gioia e disse:
“Avvicinati bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l’altalena con i miei rami e sii felice”.
“Ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi”, rispose il bambino, “Voglio una casa che mi ripari”, continuò “Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi darmi una casa?”.
“Io non ho una casa”, disse l’albero: “La mia casa è il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice”.
Il bambino taglio tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa.
E l’albero fu felice.
Per molto tempo il bambino non venne. Quando tornò, l’albero era così felice che riusciva a mala pena a parlare.
“Avvicinati, bambino mio”, mormorò, “vieni a giocare”.
“Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare” disse il bambino.
“Voglio una barca per fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca?”.
“Taglia il mio tronco e fatti una barca”, disse l’albero: “Così potrai andartene ed essere felice”. Allora il bambino tagliò il tronco e si fece una barca per fuggire.
E l’albero fu felice…ma non del tutto.
Molto tempo dopo, il bambino tornò ancora.
“Mi dispiace, bambino mio”, disse l’albero “ma non resta più niente da donarti… Non ho più frutti”. “I miei denti sono troppo deboli per dei frutti”, disse il bambino. “Non ho più rami”, continuò l’albero “non puoi più dondolarti” …
“Sono troppo vecchio per dondolarmi sui rami”, disse il bambino. “Non ho più tronco”, disse l’albero. “Non puoi più arrampicarti”. “Sono troppo stanco per arrampicarmi”, disse il bambino. “Sono desolato”, sospirò l’albero. “Vorrei tanto donarti qualcosa…ma non ho più niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto…”.
“Non ho più bisogno di molto, ormai”, disse il bambino. “Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco”.
“Ebbene”, disse l’albero, raddrizzandosi quanto poteva “ebbene, un vecchio ceppo e quel che ci vuole per sedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti. Siediti e riposati”.

 

Giochi al Museo d’estate … con le ali del pronubo!

Giochi al Museo d’estate …  con le ali del pronubo!!!

Museo del fiore

ogni venerdì e sabato di agosto e di settembre

ore 16:30 -18.30

quando non presenti altre iniziate promosse dal Museo

Acquapendente (VT) Località Giardino Torre Alfina

Un estate da sballo al Museo del fiore!!!

Per tutto agosto e tutto settembre il Museo invita grandi e piccini a giocare con il pronubo! Non ci avete mai giocato? Allora è il momento di venire a scoprire insieme a noi chi è e cosa fa?

Al Museo del fiore ogni venerdì ed ogni sabato ad agostoa settembre alle ore 16.30, a partire dal primo fine settimana di agosto all’ultimo di settembre tanti giochi, tanto divertimento, gare e competizione e tante risate!

Giochi d’estate con le ali del pronubo

Allora vi aspettiamo con questo ricco programma al Museo del fiore!!

Costo della visita guidata e del gioco € 4/partecipante, comprensivo del biglietto d’ingresso al Museo.

COME PRENOTARE E AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI

Si richiede prenotazione per partecipare al laboratorio indicando l’età dei partecipanti. Prenotazione (entro il giovedì precedente) telefonando a Coop. L’Ape Regina 0763-730065 oppure WhatsApp 388 8568841.

Per mail:info@museodelfiore.it, eventi@laperegina.it.

Pagine social: facebook.com/laperegina.cooperativa@CoopApeRegina

COME ARRIVARE A TORRE ALFINA:

Si può raggiungere anche tramite l’A1, uscita Orvieto, seguire le indicazioni per Castel Giorgio – Torre Alfina. Arrivati al Borgo di Torre Alfina seguire le indicazioni per Museo del fiore che si trova a soli 2 Km di strada dal borgo.

Pergamene, piume e calamai
Laboratori artistici e storici

Pergamene, piume e calamai

Laboratori artistici e storici” per bambini al Museo civico e diocesano della città di Acquapendente

per tutto il mese di Luglio e Agosto ore 17.00 – 18.00

Laboratori artistici legati all’antichissima arte del copista medievale: ripercorrendo i passaggi che hanno portato alla realizzazione di un testo medievale, dalla creazione dell’inchiostro al suo utilizzo pratico.

scrittura nel medioevo

Costo: €5/partecipante – comprensivo del biglietto d’ingresso al Museo della città.

Orario: 17.00 – 18.00

Prenotazione consigliata.

GLI ALTRI LABORATORI STORICO ARTISTICI CHE VERRANNO REALIZZATI AL MUSEO DELLA CITTA’

I laboratori che proponiamo consentono ai bambini di conoscere alcune tecniche di produzione del mondo antico e di acquisire nuove conoscenze divertendosi.

  • SETTEMBRE-OTTOBRE: “Il piccolo archeologo
  • NOVEMBRE-DICEMBRE: “Il ritratto nella ceramica
  • GENNAIO-FEBBRAIO: “Il diario di viaggio dei viaggiatori sulla Via Francigena
  • MARZO-APRILE: “Artigiani vasai
  • MAGGIO-GIUGNO: “L’abito del pellegrino

Con questi laboratori artistici, storici e didattici i piccoli visitatori (ma anche gli adulti) potranno sperimentare diverse tecniche artistiche e immergersi ancora di più nella storia del nostro Paese. I laboratori saranno realizzabili tutti i sabato, domenica e festivi.

MUSEO della CITTÀ
archeologia sperimentale, storia e arte

Laboratori storico artisticiQuesto percorso museale, rientra all’interno del progetto “Un museo per i più piccoli” inaugurato nel 2015 al Museo della città di Acquapendente e che ogni anno, propone laboratori storico artistici esperienziali rivolti a bambini e ragazzi di tutte le fasce d’età.

Allestimenti temporanei e visite guidate tematiche dedicate ai più piccoli tra i nostri visitatori per un nuovo stile di visita al Museo della città, con un percorso museale comune per adulti e bambini, ma con strumenti informativi differenziati e con la possibilità di condividere insieme anche la partecipazione ad un laboratorio artistico. Lungo il percorso i bambini potranno avere cuscini su cui sedersi e disegnare, spazi dedicati a laboratori didattico-artistici e un giardino esterno utilizzabile in tutta sicurezza. La visita, per i più piccoli, ha lo scopo di stimolare la curiosità verso il mondo antico attraverso un linguaggio diverso e più coinvolgente, lungo un percorso illustrato e posizionato ad altezza di bambino, in cui i pannelli sovrastanti sono raccontati con una grafica accattivante e un linguaggio semplice e divertente.

Con questo percorso di visita è stato ideato un modo per avvicinare i più piccoli alla conoscenza del patrimonio storico e artistico della città di Acquapendente, trasformando il museo in un luogo ideale per scoprire la storia e le tradizioni del Medioevo e del Rinascimento, dove adulti e bambini possono partecipare insieme alla visita e approfondire i diversi argomenti illustrati usufruendo sia della pannelli espositivi che degli strumenti multimediali esposti.

COME AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI

Per avere maggiori informazioni sui laboratori storico artistici al Museo della città, telefonare a Coop L’Ape Regina 0763-730065 oppure Centro Visite Comune Acquapendente numero verde gratuito 800-411.834 interno zero, mandare un’email a eventi@laperegina.it.

COME ARRIVARE AD ACQUAPENDENTE:

Acquapendente si trova all’altezza del km 130 della S.S. Cassia, tra Viterbo e Siena. Si può raggiungere anche tramite l’A1, uscita Orvieto. Seguire la indicazioni per Acquapendente.