I Musei civici di Acquapendente post Covid-19

La piccola cittadina di Acquapendente vanta due piccoli ma preziosi musei civici: il Museo della Città Civico e Diocesano di Acquapendente e il Museo del fiore di Torre Alfina, immerso nella natura incontaminata della Riserva Naturale Monte Rufeno.

Finalmente dopo più di due mesi di chiusura al pubblico riapriamo le porte per presentarvi le nostre collezioni e reperti che raccontano nel Museo della Città Civico e Diocesano la tradizione delle ceramiche arcaiche di Acquapendente, degli antichi vasai, la storia del Palazzo Vescovile, sede vescovile dal 1649 fino al 1986, la quadreria della Pinacoteca di San Francesco che vanta una tangibile testimonianza del passaggio in queste terre di personaggi famosi quali il Maestro di Marradi e Sano di Pietro le testimonianze dei viandanti lungo la via Francigena, a cui è dedicato un plastico che riproduce il percorso da Canterbury a Roma, e che esaltano al contempo la tradizione storico-artistica, nonché religiosa, dei Pugnaloni di Acquapendente.

La ceramica medievale del Museo della Città Civico e Diocesano

Non da meno il Museo del fiore di Torre Alfina racconta, con le sue collezioni ed i suoi giochi multimediali, il vissuto dei contadini nella aree agricole di quel territorio che oggi è Riserva Naturale Monte Rufeno, ricordando le tradizioni sull’uso delle erbe spontanee in medicina e nell’alimentazione, sull’uso del legname e del rapporto dell’uomo con la natura ed in particolare con il fiore, esaltando la tradizione dei Pugnaloni sotto aspetti più prettamente naturalistici, vantando altresì una ricca collezione di insetti impollinatori e non, tra cui le api, tanto che lungo il sentiero natura del fiore è possibile ammirare questi affascinanti insetti impollinatori al lavoro in due arnie didattiche.

L’erbario del Museo del fiore
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INFORMAZIONI UTILI PER LA VISITA NEI MUSEI CIVICI DI ACQUAPENDENTE

  • INDIRIZZO MUSEO DEL FIORE: Località Giardino a Torre Alfina, immerso nella Riserva Naturale Monte Rufeno, ingresso n. 4
  • INDIRIZZO MUSEO DELLA CITTÀ CIVICO E DIOCESANO: via Roma n. 85 ad Acquapendente
  • ORARIO DI APERTURA MUSEO DEL FIORE di TORRE ALFINA: a GIUGNO ogni sabato e domenica e festivi dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 15.00 alle ore 19.00. A LUGLIO dal venerdì alla domenica in orario continuato 11.00 – 19.00 e ad AGOSTO dal  mercoledì alla domenica in orario continuato 11.00 – 19.00. NECESSARIA PRENOTAZIONE entro il giorno precedente per facilitare i servizi di visita!!! Si garantisce durante la settimana la possibilità di prenotare una visita alla struttura ai contatti di seguito riportati.
  • ORARIO DI APERTURA MUSEO DELLA CITTÀ CIVICO E DIOCESANO DI ACQUAPENDENTE: il Palazzo Vescovile da sabato 23 maggio sarà aperto dal mercoledì alla domenica, e festivi, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 15.00 alle ore 18.00. La Pinacoteca di San Francesco e la Torre Julia de Jacopo sono disponili all’apertura su richiesta. NECESSARIA PRENOTAZIONE entro il giorno precedente per facilitare i servizi di visita!!!
  • COSTO BIGLIETTO: 

Biglietto ordinario €3/persona
Biglietto ridotto €2/persona per adulti oltre i 65 anni, bambini tra 7-14 anni compresi, gruppi minimo di 20 persone, gruppi convenzionati, gruppi scolastici ed universitari dietro presentazione di richiesta.
Biglietto gratuito per residenti nel Comune di Acquapendente, bambini fino a 6 anni compresi, un accompagnatore ogni 20 paganti, per chi presenta il biglietto del Bosco del Sasseto

  • DURATA: 1 ora circa di visita per ciascuna struttura
  • MODALITÀ DI VISITA: solo visita libera in ciascuna struttura; non disponibile audioguida
  • LIMITAZIONI: ingresso obbligatorio con MASCHERINA, all’ingresso i visitatori dovranno sanificare le mani con l’apposito gel disinfettante, messo a disposizione dalla struttura o meglio se avranno guanti monouso
  • INGRESSI CONTINGENTATI: l’accesso ai Musei civici e alla biglietteria sarà contingentato e regolato dall’operatore, in maniera da consentire il rispetto delle distanze di sicurezza
  • PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA entro il giorno precedente

L’Ape Regina: 0763-730246 oppure 0763-730065 – mobile: 388.8568841 – aggiungici anche su Whatsapp – mail: eventi@laperegina.it oppure coop.laperegina@gmail.com

NORME DI SICUREZZA NEL RISPETTO DELLE MISURE SANITARIE PER COVID-19

  • Rispettare tutte le misure di prevenzione da adottare per l’emergenza Covid-19 secondo la cartellonistica esposta
  • La GUIDA MUSEALE deve indossare la mascherina a protezione delle vie aeree sempre quando in presenza di visitatori e comunque quando non è possibile garantire un distanziamento interpersonale di almeno 1 metro, oltre che i guanti
  • I VISITATORI alla biglietteria e all’interno delle sale devono sempre indossare la mascherina e i guanti monouso o provvedere alla sanificazione delle mani, soprattutto in caso di uso delle dotazioni multimediali messe a disposizione dei visitatori nel Museo
  • Le visite all’interno delle strutture museali saranno contingentate a discrezione dell’operatore in biglietteria, ma si richiede ai visitatori di mantenere le distanze di sicurezza di almeno un metro ed evitare assembramenti nelle sale museali
  • L’utilizzo di ascensori, dove possibile, va limitato e riservato a persone con disabilità motoria
  • Compilazione di un modulo di autodichiarazione da scaricare QUI o che verrà inviato via mail al momento della prenotazione e da consegnare presso la biglietteria compilato e firmato che attesti le condizioni di buona salute del visitatore. Nel modulo andranno indicati i dati di tutti i prenotati e in caso dei minori si richiede la firma di un adulto responsabile accompagnatore.
  • Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C
  • In tutti i locali sono a disposizione soluzioni idro-alcoliche per l’igiene delle mani.

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Il Bosco del Sasseto post Covid-19

Il Bosco del Sasseto ai piedi del Castello di Torre Alfina offre ai suoi visitatori un’atmosfera unica e quasi incantata, con i suoi sentieri estesi tra massi e rocce di tutte le dimensioni ed i suoi maestosi alberi secolari.

… poco al di sotto del Castello di Torre Alfina, un anonimo viottolo nascosto conduce nel Monumentale Bosco del Sasseto, un gioiello di biodiversità forestale unico in tutta la regione Lazio. Grandi tronchi a volte cavi, rami contorti, massi coperti di muschi e felci, i canti degli uccelli e i timidi fiori nel sottobosco rendono l’atmosfera di questo luogo un mondo incantato e meraviglioso …

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Passeggiando tra i suoi alberi centenari e le sue pietre bianche, ci si imbatte in opere come ghiacciaie per la conservazione dei cibi e addirittura un Mausoleo, dalle forme gotiche, che custodisce le spoglie di uno degli storici proprietari del Castello, il Marchese Edoardo Cahen. E infine l’esprit du lieu del Bosco del Sasseto… un’antica foresta con un carisma emozionale che si diverte a superare le aspettative dei suoi visitatori…

INFORMAZIONI UTILI PER LA VISITA AL BOSCO MONUMENTALE DEL SASSETO

        • DURATA: 1.5 – 2 ore
        • DIFFICOLTÀ: medio facile
        • MODALITÀ DI VISITA: solo con accompagnatore, mai visita libera
        • LIMITAZIONI: no passeggini – no difficoltà motorie
        • LUNGHEZZA: 3 km, percorso ad anello
        • NOTE: percorso accidentato, segnaletica assente
        • ORARIO DI VISITA E BIGLIETTERIA: GIUGNO: due turni di visita ogni sabato e domenica e festivi alle ore 10.30 oppure alle ore 15.00 – LUGLIO: due turni di visita ogni venerdì, sabato e domenica e festivi alle ore 10.30 oppure alle ore 17.00 – AGOSTO: due turni di visita ogni venerdì, sabato e domenica e festivi alle ore 10.30 oppure alle ore 17.00. Il servizio di biglietteria è attivo da mezz’ora prima della partenza, ore 10.00 oppure ore 14.30 o 16.30.
        • OBBLIGATORIA LA PRENOTAZIONE entro il giorno precedente!!! Durante la settimana è garantito un accompagnamento esclusivo di visita su prenotazione per gruppi di minimo di 10 partecipanti
        • APPUNTAMENTO: ore 10.00 o 14.30 al Piazzale Sant’Angelo, 19, di Torre Alfina (fraz. di Acquapendente –Viterbo – Lazio) per registrazione e pagamento presso la BIGLIETTERIA (finestra esterna che dà sul piazzale Sant’Angelo, 19)
        • COSTO BIGLIETTO:

Biglietto ordinario €6/persona, incluso ingresso al Museo del fiore.
Biglietto ridotto €4/persona, incluso ingresso al Museo del fiore, per adulti oltre i 65 anni, bambini tra 7-14 anni compresi, gruppi minimo di 20 persone, gruppi convenzionati, gruppi scolastici ed universitari dietro presentazione di richiesta.
Biglietto gratuito, incluso ingresso al Museo del fiore, per residenti nel Comune di Acquapendente, bambini fino a 6 anni compresi, un accompagnatore ogni 20 paganti

      • INGRESSI CONTINGENTATI: il servizio di accompagnamento si attiva per un numero minimo di 10 ed un massimo di 30 partecipanti. Ad ogni turno di visita, al raggiungimento di un numero superiore a 20 partecipanti verrà predisposto l’utilizzo gratuito di radioguide per l’ascolto della spiegazione curata dall’accompagnatore, garantendo il mantenimento della distanza di sicurezza di almeno 1 metro. A tutti i visitatori viene richiesto di venire dotati di cuffie auricolari personali o si offre la possibilità di acquistarle presso la biglietteria del Bosco del Sasseto al costo di €1.50. Le radioguide sono messe a disposizione a tutti i visitatori superiori ai 6 anni di età e saranno opportunamente sanificate ad ogni riconsegna. Al momento del ritiro della radioguida verrà chiesto un documento di riconoscimento.
      • PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA entro il giorno precedente

L’Ape Regina: 0763-730065 – mobile: 388.8568841 – aggiungici anche su Whatsapp – mail: eventi@laperegina.it
Biglietteria Bosco del Sasseto: 0763 719206 o mail: boscodelsasseto@comuneacquapendente.it

            • ABBIGLIAMENTO NECESSARIO: Per la visita al Bosco del Sasseto è obbligatorio un ABBIGLIAMENTO IDONEO e CALZATURE CHIUSE E ANTISCIVOLO. Gli operatori potranno impedire l’accesso in caso di calzature non idonee
            • CONDIZIONI DI VISITA: in caso di CONDIZIONI METEO AVVERSE, l’accesso al Bosco POTRÀ ESSERE INTERDETTO, per garantire la sicurezza dei visitatori
            • ALTRI SERVIZI INCLUSI: il biglietto di visita al Bosco del Sasseto è comprensivo dell’ingresso gratuito al Museo del fiore,  aperto per ogni sabato e domenica, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15.00 alle 19.00. Un museo naturalistico “giocoso” a misura di grandi e piccini, per conoscere flora e fauna che vivono nel Bosco del Sasseto e nella Riserva Naturale di Monte Rufeno. Con lo stesso biglietto sarà possibile visitare il Museo della città civico e diocesano di Acquapendente con ingresso ridotto, aperto dal mercoledì alla domenica in orario 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00

NORME DI SICUREZZA NEL RISPETTO DELLE MISURE SANITARIE PER COVID-19

            • Rispettare tutte le misure di prevenzione da adottare per l’emergenza Covid-19 secondo la cartellonistica esposta
            • I visitatori devono sempre indossare la mascherina e i guanti monouso alla biglietteria e la mascherina durante la passeggiata da indossare qualora non sia possibile garantire un distanziamento interpersonale di almeno 1 metro
            • L’accompagnatore deve indossare la mascherina a protezione delle vie aeree sempre quando in presenza di visitatori e comunque quando non è possibile garantire un distanziamento interpersonale di almeno 1 metro, oltre che i guanti
            • La visita all’interno del Bosco del Sasseto sarà garantita nel rispetto delle regole di distanziamento sociale di almeno 1-1.5 m,  favorita dall’utilizzo di supporti informativi forniti dalla Biglietteria, che verranno adeguatamente disinfettati al termine di ogni loro utilizzo
            • Compilazione di un modulo di autodichiarazione da scaricare QUI o che verrà inviato via mail al momento della prenotazione e da consegnare presso la biglietteria compilato e firmato che attesti le condizioni di buona salute del visitatore. Nel modulo andranno indicati i dati di tutti i prenotati e in caso dei minori si richiede la firma di un adulto responsabile accompagnatore.
            • Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C
            • In tutti i locali, in cui è necessario, sono a disposizione soluzioni idro-alcoliche per l’igiene delle mani

IL BOSCO DEL SASSETO – I MEDIA NAZIONALI – IL CINEMA E TANTO ALTRO

S vuoi scoprire altre informazioni sul Bosco del Sasseto, consulta la pagina:  IL BOSCO MONUMENTALE DEL SASSETO

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Capitombolo
di Gek Tessaro

Capitombolo 

di Gek Tessaro

#IoRestoaCasa #lettureperbambini #racconti #capitombolo #gektessaro  #libriperbambini #favole #filastrocche

LINK il PUZZLE DI PAPERETTA

Continuiamo il nostro ciclo di letture “C’è Tempo” con “CAPITOMBOLO” … la storia di una PAPERETTA un po’ capricciosa, tenace e curiosa che vuole arrampicarsi a tutti i costi sul ramo di albero, tanto da attirare l’attenzione di tanti amici animali che alla fine …

Veniamo allora a “Capitombolo”, questo il titolo della nuova uscita delle edizioni Lapis nel 2016.

La paperetta, ancora una volta, è la protagonista di uno dei racconti di Gek Tessaro, e, proprio come nella scorsa storia, ugualmente tenace e caparbia e curiosa.

Se ne “Il fatto è” si rifiutava di farsi il bagno, qui la vediamo arrampicarsi intrepida sui rami di un albero, gettando in agitazione gli animali che a turno provano a farla scendere.

Ritroviamo anche in questo caso la sequenza che vede alternarsi l’anatra, il gatto, il cane e il tacchino, in un crescendo che da un lato suscita ilarità e dall’altro aumenta la tensione del libro, senza però rinunciare a una buona dose di prevedibilità che si sa essere ingrediente prezioso per i piccoli lettori.

Il finale, come sempre, è un colpo di scena che non vi svelo, anche se già dal titolo qualcosa s’intuisce.

CAPITOMBOLO … RACCONTO DI GEK TESSARO 

C’È TEMPO per leggerla  e per riflettere … BUON ASCOLTO PICCOLI AMICI!!!

 

Tanti gli insegnamenti che il racconto di PAPERETTA può lasciarci!

PRIMO INSEGNAMENTO che la CURIOSITÀ non è un difetto e non c’è bisogno di arginarla, anzi! La paperetta protagonista è curiosa – e pertanto senza paura – così sale su un ramo per godersi il panorama da lassù. C’è chi però proprio non capisce il perché esporsi a eventuali pericoli e si mette in testa di salvarla.

Salvarla? Il compito insito nei grandi, in questo caso gli animali più grandi come il gatto, il cane o il tacchino, hanno questa assurda convinzione che sia necessario intervenire negli slanci dei piccoli… per fortuna che Gek ha deciso che erano proprio loro a dovere capitombolare!

SECONDO INSEGNAMENTO è un inno all’ERRORE (si cade sempre, prima o poi), anche se a commetterlo per una volta non è il piccino della situazione, che anzi rimane incolume dopo il capitombolo proprio perché fa esattamente quello che sente e vuole!

Oggi se volete vi lasciamo anche un piccolo laboratorio da realizzare a casa con l’aiuto dei vostri genitori: il puzzle di paperetta!!!

Scarica a questo LINK il PUZZLE DI PAPERETTA, stampalo e componilo … se vuoi puoi colorarlo e poi inviaci le foto del tuo puzzle su @laperegina.cooperativa o a eventi@laperegina.it

… CONTINUATE A SEGUIRCI OGNI SABATO ALLE ORE 16.00 SU @laperegina.cooperativa …

CIAO BIMBI!!!!

La casa dei Tre Bottoni
di Gianni Rodari – II parte

Continuiamo la lettura del nostro racconto “LA CASA DI TRE BOTTONI” ecco la seconda parte … oggi in aggiunta vi proponiamo anche un piccolo laboratorio, inviateci le foto dei vostri disegni su @laperegina.cooperativa o a eventi@laperegina.it

… per riprendere il discorso … abbiamo lasciato il signor Tre Bottoni che apre la porta della sua umile dimora al RE … cosa succederà?

 

C’È TEMPO per leggerla  e per riflettere.

Di seguito la storia da leggere ai vostri bimbi … BUONA LETTURA!!!

LA CASA DEI TRE BOTTONI

di GIANNI RODARI

[scarica la II parte del racconto in .pdf] [scarica il piccolo LABORATORIO in .pdf]

#iorestoacasa #lettureacasa

Prima dell’alba, quando il cielo era più cupo e i tuoni più violenti, un pugno imperioso bussò tanto forte che la casetta ne tremò.
– Aprite!
«Potresti aggiungere “per favore”», pensò Tre Bottoni, sorpreso. Ma aprì lo stesso e si trovò davanti…
– Fammi entrare!
Ma era proprio…
– Fa’ entrare anche il mio cavallo!
Non c’era dubbio: il manto era fradicio, ma la corona brillava, come se il temporale l’avesse lucidata. Era il Re!

– Dove c’è posto per dodici, c’è posto anche per tredici, – mormorò Tre Bottoni, inchinandosi. E tra sé aggiunse: «E dove c’è posto per un Re, c’è posto anche per il suo cavallo».

– Vista di fuori, – disse, – la tua casa sembrava più piccola.
Il Re entrò e si guardò intorno alla luce dei lampi.
– Veramente, – spiegò Tre Bottoni, – io me l’ero fatta su misura della mia persona.
– Che legno hai usato?
– Castagno, Maestà.
– Il castagno non è elastico come la gomma. C’è qualcosa che non capisco.
– E meno male che c’è, – disse Tre Bottoni, – altrimenti come c’entrava tutta questa gente?
Sua Maestà Re Bernardino Quarto rifletté a lungo.
– Forse non è questione di legno, ma di CUORE, – disse.
– Come sarebbe?
– Il cuore è piccolo come un pugno, ma se uno vuole può metterci dentro tutta la gente del mondo e rimane ancora posto. Si vede che questa casa l’hai fatta col cuore.
Tre Bottoni rimase zitto.

– E questa gente chi è? – domandò il re, indicando la piccola folla addormentata.
– Dunque, quello è lo zio Caramella, quella è una vedova con i suoi bambini, quello …
Tre Bottoni spiegò ogni cosa a re Bernardino che, ascoltandolo, diventava sempre più triste.
Quando poi notò il suo servitore malato, che si lamentava nel sonno, si tolse la corona di testa, come se a un tratto fosse diventata troppo pesante per portarla.
– Credevo di essere un buon Re, – disse, – e guarda quanta gente disgraziata. Che cos’ho fatto io per questa gente? Molto meno di te, che almeno le hai offerto un tetto per la notte. È ora che me ne vada.
– Con questa pioggia, Maestà?
– No, non volevo dire questo. È ora che me ne vado in pensione. Se uno non sa governare in modo da rendere felici tutti quanti, è meglio che si levi la corona dalla testa.

Pensò ancora un poco, poi disse: – Però posso fare ancora qualcosa. Appena sarà cessato il temporale, verrete tutti con me.

Tu, a quel che vedo, sei un bravo falegname alla reggia non ti mancherà il lavoro. Penseremo anche agli altri: chi ha bisogno di essere curato lo sarà, chi ha bisogno di trovare un lavoro lo troverà. In cambio, tu mi darai la tua casa a rotelle: con essa girerò il regno in cerca di persone che abbiano bisogno del mio aiuto. Sei d’accordo?

Non si sa che cosa abbia risposto Tre Bottoni, perché proprio in quel momento si udì un imperioso suono di clacson.
Durante la notte, il vento aveva spinto la casetta proprio in mezzo alla strada e la corriera non poteva passare.
– Ehi, voi altri, – gridava l’autista, – ehi, zingarelli, sveglia! Tiratevi un po’ da parte.
La gente si affacciava ai finestrini e rideva. – È la casa di Tre Bottoni…
La casa? Vorrete dire la «roulotte»!

Sveglia, Tre Bottoni!!!
Tre Bottoni uscì dalla casetta e per prima cosa notò con sollievo che non pioveva più. Dietro di lui uscì lo zio Caramella, pettinandosi la barba. Dietro lo zio Caramella uscì la donna, uscirono poi i suoi tre bambini e l’ultimo ad uscire camminava a quattro zampe.
– Ma quella non è una casa, – rideva la gente, – è un cappello di un prestigiatore! Vedrete che alla fine uscirà il coniglio bianco!

E fuori gente, e fuori gente.

– Ma come avete fatto a starci tutti insieme senza diventare piatti come sardine?
– Guardate! C’era anche un cavallo! Un cavallo bianco! Altro che conigli…
Ma dietro il cavallo uscì il Re in persona. Allora tutti ammutolirono.

L’autista fece un inchino che a momenti si rompeva la schiena in due.
– Su, su, niente storie, – disse il re, – fate salire questa brava gente, pago io il biglietto. La casetta di Tre Bottoni potete attaccarla dietro la corriera, al posto del rimorchio. Io vi verrò dietro a cavallo e vi dirò dove dovrete fermarvi.
Se i libri di storia dicono la verità, quella fu la prima volta che la corriera giunse alla capitale scortata dal Re a cavallo. E fu anche l’ultima.

Tre Bottoni sposò la donna e, per far giocare i suoi tre bambini, fabbricò un’altra casetta di legno a rotelle, precisa alla prima. Era piccola così, ma ci stavano dentro tutti i bambini della città e se, da ultimo, un gatto voleva entrare, c’era posto anche per lui!!!

 

 BUONA PASQUA!!!

… CONTINUATE A SEGUIRCI OGNI SABATO ALLE ORE 16.00 SU @laperegina.cooperativa …

CIAO BIMBI!!!!

Colorare le uova di Pasqua
con gli ingredienti naturali

COLORARE LE UOVA DI PASQUA

con gli ingredienti naturali in cucina

[scarica il procedimento stampabile in .pdf]

#iorestoacasa #laboratorieludoteca #museodelfiore

Domani è Pasqua!!! Tra le tradizioni aquesiane più amate dai bambini ma anche e soprattutto dagli adulti ricordiamo quella della benedizione delle uova il Sabato Santo. Un appuntamento ormai immancabile e anche se quest’anno non ci è permesso portale alla benedizione, vogliamo comunque proporvi la preparazione delle uova sode con colorazione e decorazione con tutto ciò che avete disponibile in dispensa.

Questa usanza risale a tempi molto antichi e la tradizione religiosa vuole che l’uovo sia simbolo del dischiudersi della vita nella stagione di primavera quando la natura si ridesta e si rinnova. Questa espressione della pietà popolare, propria sia dell’Oriente che dell’Occidente, si riflette nella consuetudine di benedire le uova nel giorno di Pasqua. Il gesto semplice ed umile porta nell’ambito familiare il messaggio della risurrezione e della vita nuova in Cristo, che investe l’uomo e la natura.

Colorare le uova sode in modo naturale, con le tecniche e i coloranti adatti, permette di consumarle senza problemi e senza sprechi.

Come fare?

Il metodo è veramente molto semplice e potete sbizzarrirvi a tirare fuori qualsiasi coloro da ogni verdura e/o frutta e/o spezie che avete disponibile in cucina. La preparazione delle uova sode e la colorazione possono avvenire nello stesso momento! Infatti la colorazione delle uova avviene aggiungendo alcuni ingredienti specifici all’acqua di cottura delle uova.

Ma andiamo per gradi! Il modo più pratico per colorare le uova sode consiste nell’aggiunta durante la bollitura di qualche goccia di colorante alimentare (gli stessi coloranti che spesso vengono utilizzati per decorare i dolci). I coloranti alimentari vanno bene anche per colorare le uova sode immergendole in acqua fredda colorata.

Come si fa? Mettete le uova a lessare in acqua fredda con un pizzico di sale. Spegnere 10-12 minuti dopo che l’acqua inizia a bollire. In un bicchiere mettete 250 ml di acqua con due cucchiai di aceto e qualche goccia di colorante alimentare. Passate le uova direttamente dall’acqua bollente nel bicchiere con il colorante ed aspettate circa 10 minuti che l’uovo si colori.

Altra possibilità più creativa e più impegnativa che sicuramente farà divertire tantissimo i vostri bambini è l’utilizzo dei coloranti naturali per decorare le nostre uova sode! E come???

Il procedimento migliore prevede di tagliare due o tre tazze di frutta, verdura o erbe prescelte in piccoli pezzi, immergerle poi in una pentola di acciaio con un litro d’acqua e portare il tutto ad ebollizione. Aggiungere infine le uova all’acqua bollente per 12 minuti fino a quando non saranno completamente sode. Un buon consiglio è quello di strofinarle con aceto prima della cottura mentre subito dopo averle tinte si può passare dell’olio vegetale in modo che risultino più brillanti.

Potrete aggiungere all’acqua di cottura delle uova i seguenti ingredienti, in quantità variabili a seconda del numero delle uova e delle sfumature che vorrete ottenere, insieme a un cucchiaino di aceto per fissare il colore.

GIALLO: zafferano, curcuma, peperoni e fiori di camomilla

VERDE: spinaci, prezzemolo e menta

ROSSO: barbabietola rossa, cavolo rosso e fragole

ROSA: cavolo rosso con aggiunta di limone

ARANCIONE: bucce di cipolla, paprika, carote e arance

MARRONE: caffè, cacao e tè nero

VIOLA: barbabietola e vino rosso

BLU: mirtillo e cavolo rosso con l’aggiunta di bicarbonato

Potrete anche creare delle colorazioni a parte con i colori primari per poi mescolare e ottenere nuovi colori, ad esempio abbinando rosso e blu per il viola, giallo e rosso per l’arancione.

Un’altra idea simpatica che possiamo proporre è di abbellire le uova, prima della colorazione in acqua, con elementi vegetali.

Se volete, potete ad esempio con un motivo fogliato o con delle righe. In questo caso all’esterno dell’uovo potete mettere delle piccole foglie poi inserirlo in una calza ben stretto e infine immergerlo nel colore che preferite oppure avvolgerlo in un elastico e poi metterlo nel colore per creare delle righe.

Proponiamo un esempio con le foglie di prezzemolo:

  • adagiate una foglia di prezzemolo sul guscio
  • coprite l’uovo con un pezzo di un collant
  • in una ciotola, inserire delle bucce di cipolla, dell’acqua e dell’aceto di vino
  • mettere le uova in un pentolino con acqua e con le bucce di cipolla e portate il pentolino sul fuoco per tre minuti dalla bollitura, poi lasciate raffreddare per bene.
  • togliere le uova e lasciarle asciugare all’aria.
  • quando eliminerete il collant e la foglia di prezzemolo, le vostre uova si saranno colorate e si saranno decorate con la sagoma delle foglie.

Questo procedimento può essere utilizzando con qualsiasi colorante sopra descritto e con qualsiasi decorazione, altre foglie o fiori che siano, a vostra scelta!!!

Ultimo suggerimento, se non vi piace questo metodo di colorazione, potete sempre sbizzarrirvi utilizzando nastrini o decorazioni a decoupage dopo la lessatura. Non ponete limiti alla fantasia per realizzare delle originali decorazioni coprendo parti di uovo con nastro adesivo, elastici o altri oggetti che potete facilmente trovare in casa.

 A questo punto le uova di Pasqua sono pronte per la colazione della domenica mattina in famiglia!!!

E se non vi piacciono le uova sode??

Non c’è problema, potrete comunque preparare delle decorazioni di Pasqua a forma di uovo a partire da uova svuotate (perché consumate in altro modo) o non commestibili. Queste ultime sono apposite uova da decorare che possono essere realizzate in polistirolo, in legno o in altri materiali.

Nel caso delle uova sintetiche che avranno un semplice scopo decorativo, potrete scegliere i colori e i materiali che preferite per la colorazione. Potrete, ad esempio, decidere di rivestire le uova con degli scampoli di stoffa o della carta velina, dipingerle con gli acquerelli o con le tempere, oppure decorarle con la tecnica del decoupage.

Decorare le uova non è mai stato più semplice e divertente di così!

 BUONA PASQUA A TUTTI!!!

La casa dei Tre Bottoni
di Gianni Rodari – I parte

Il secondo racconto che vogliamo proporvi è La casa dei Tre Bottoni di Gianni Rodari, pubblicato per la prima volta nel 1969 sul Corriere dei Piccoli.

E’ una storia molto bella che parla di integrazione e di accoglienza.

C’È TEMPO per leggerla  e per riflettere.

Di seguito la storia da leggere ai vostri bimbi … BUONA LETTURA!!!

LA CASA DEI TRE BOTTONI

di GIANNI RODARI

[scarica la I parte del racconto in .pdf]

#iorestoacasa #lettureacasa

C’era una volta un falegname, si chiamava Tre Bottoni. Forse si chiamava anche Giacomo o Napoleone, ma era stato soprannominato Tre Bottoni da tanto tempo che nessuno si ricordava più il suo vero nome, neanche lui.

Abitava in un paese povero povero, dove la gente non aveva certo i soldi per farsi i mobili nuovi. In un anno, sì e no, gli ordinavano un tavolo e quattro sedie. L’anno dopo gli ordinavano appena appena uno sgabello.

– Non volete un armadio?
– Eh, chissà quanto costa.
– Un cassettone?
– Eh, chissà quanto viene.
– Un attaccapanni?
– Bravo, e che cosa ci attacchiamo?

I pochi panni che avevano li portavano indosso.

Tre Bottoni pensò: «Mi conviene cambiar paese. Però, vado in un paese nuovo, dovrò comprare una casa, o perlomeno prenderla in affitto. Mi conviene fabbricarmi una casetta di legno e metterci le rotelle: me la porterò dietro dappertutto e quando farò fortuna mi sposerò, e quando mi sarò sposato la darò ai miei bambini per giocare».
Detto fatto, si mise al lavoro. Come falegname era bravo la fatica non gli dava noia e non aveva paura di picchiarsi il martello sulle dita.
Era anche piccolo, Tre Bottoni. Era anche magro. Né gli occorreva una casa tanto grande. Difatti, la fece piccolissima, ci stavano dentro lui, il martello e la pialla, ma la sega no, la sega doveva appenderla a un chiodo, fuori dalla porta. Sopra la porta ci dipinse il suo nome: «Tre Bottoni». Sotto la casa, ci mise quattro rotelline. Per tirarla, una stanga.

– Guarda, guarda, – diceva la gente, – Tre Bottoni ha fatto una casa col manico.
E ridevano. Ma Tre Bottoni fingeva di non aver sentito. Quando partì, tirandosi dietro la sua casetta a ruote, la gente diceva:
– Guarda, guarda, Tre Bottoni si è fatto la «roulotte». E la benzina dove la metti, che non hai il serbatoio? Te la bevi?

Tre Bottoni si levò il cappello per salutare e se ne andò. La casa era leggera. In discesa, Tre Bottoni ci montava su, come se fosse un carrettino, e via!
Cammina e corri, venne la sera e Tre Bottoni si fermò in un prato.
– Dormirò qui, per oggi ho fatto abbastanza strada.
Lo svegliò, qualche ora dopo, la pioggia che picchiava sul tetto. Era scoppiato un temporale e i fulmini guizzavano da tutte le parti.
«Senti come tuona», si disse Tre Bottoni.
Ma non era soltanto il tuono. Qualcuno bussava alle pareti della casetta, bussava, bussava, e una voce implorava:
– Aprimi, per piacere. Aprimi, Tre Bottoni!
– Chi è?
– Mi bagno tutto, fammi entrare.
– Prova un po’, – disse Tre Bottoni, aprendo la porticina, – io la casa me la sono fatta su misura, ma se ci stai anche tu … ben contento!
– Dove c’è posto per uno, c’è posto per due.

Entrò un vecchietto, si strizzò la barba per farne uscire l’acqua e si sdraiò.
– Vedi che ci sto?
– Vedo, vedo. Ma chi siete?
Sono tuo zio Caramella. Sono rimasto solo, non ho più nessuno che mi dia un piatto di minestra, ho pensato a te. Figurati come sono rimasto male, al paese, quando mi hanno detto che eri partito. Per fortuna i ragazzini hanno visto che strada hai preso e me l’hanno indicata. Ti sei fatto la casa nuova, eh? Allora le cose ti vanno bene?
– Benone, benone, – disse Tre Bottoni.
– Bravo, ci ho piacere, – disse zio Caramella. – Adesso scusami, ma ho bisogno di dormire. Parleremo domattina.
– Buon riposo, – disse Tre Bottoni. Lui però rimase sveglio a grattarsi in testa e pensava: «Povero vecchio, scommetto che non ha nemmeno cenato. Proprio come me».

E intanto tuonava, tuonava. Ma non era soltanto tuono. C’era qualcuno che bussava alla porta, e una voce pregava:

– Aprite, per favore. Aprite!
– Chi è?
– Una povera donna con i suoi tre bambini. Il temporale ci ha colti per la strada e non abbiamo riparo.
– Entrate, – disse Tre Bottoni, aprendo la porta, -potete. Io la casa me la sono fatta su misura, ma se ci siete anche voi … ben contento!
– Dove c’è posto per due, c’è posto anche per tre. I bambini li terrò in braccio.
Entrò la donna, entrarono i suoi bambini, si sdraiarono a dormire, e ci stavano tutti.
– Vi ringrazio tanto, – disse la donna, – ci si sta proprio bene, qui dentro.
– Scusate, ma voi dove andavate, con questo tempaccio?
– Andavo alla disgrazia, andavo, – disse la donna, mettendosi a piangere. – Sono rimasta vedova con questi figlioli, non potevo più pagare l’affitto e il padrone mi ha sfrattata. Chissà che cosa sarà di noi domani!
– Adesso non pensateci. Cercate di dormire.

Tre Bottoni, però, non poteva dormire e pensava: «Poveretta lei e poveretti i suoi bambini. Scommetto che non hanno nemmeno cenato. Proprio come me e come lo zio Caramella».

Il temporale continuava. La pioggia scrosciava senza riposo. I tuoni rimbombavano da un capo all’altro della terra. E ogni tanto qualcuno bussava alla porticina, in cerca di riparo, e Tre Bottoni lo faceva entrare dicendo:
– Dove c’è posto per cinque c’è posto per sei… Dove c’è posto per sei c’è posto per sette… Dove c’è posto per undici c’è posto per dodici…
Una volta era un boscaiolo a cui il torrente aveva portato via la capanna. Un’altra volta erano due giovani in viaggio per andare all’estero a lavorare. Poi fu un vecchio cacciato di casa perché non poteva più lavorare. Poi un servitore del re cacciato dalla reggia perché si era ammalato e il maggiordomo non voleva farlo curare.

Prima dell’alba, quando il cielo era più cupo e i tuoni più violenti, un pugno imperioso bussò tanto forte che la casetta ne tremò.
– Aprite!
«Potresti aggiungere “per favore”», pensò Tre Bottoni, sorpreso. Ma aprì lo stesso e si trovò davanti…
– Fammi entrare!
Ma era proprio…
– Fa’ entrare anche il mio cavallo!
Non c’era dubbio: il manto era fradicio, ma la corona brillava, come se il temporale l’avesse lucidata. Era il Re!

… la II parte la troverete SABATO 11 APRILE ORE 16.00 su @laperegina.cooperativa … C’E’ TEMPO!!!

L’Albero
di Shel Silverstein

La prima storia che vogliamo proporvi è L’albero di Shel Silverstein, prima edizione 1964, arriva in italia (Salani) nel 2000.

Una storia semplice ma profondissima.

C’E’ TEMPO per leggerla  e per riflettere.

Di seguito la storia da leggere ai vostri figli … ma se volete vi offriamo la possibilità di ascoltarla con il link ad un cortometraggio che la racconta in un cartone animato https://www.youtube.com/watch?v=LPypGxJ3eJI

L’ALBERO

(Shel Silverstein)

C’era una volta un albero che amava un bambino.
Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni.
Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato ai suoi rami.
Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino.
Quando era stanco, il bambino si addormentava all’ombra dell’albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna-nanna.
Il bambino amava l’albero con tutto il suo piccolo cuore. L’albero era felice.
Ma il tempo passò e il bambino crebbe.
Ora che il bambino era grande, l’albero rimaneva spesso solo.
Un giorno il bambino venne a vedere l’albero e l’albero gli disse: “Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l’altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice”.
“Sono troppo grande per arrampicarmi sugli alberi e per giocare”, disse il bambino.
“Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi. Puoi darmi dei soldi?”
“Mi dispiace”, rispose l’albero, “ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti. Prendi i miei frutti, bambino mio, va a venderli in città. Così avrai dei soldi e sarai felice”.
Allora il bambino si arrampicò sull’albero, raccolse tutti i frutti e li portò via.
E l’albero fu felice.
Ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare…. E l’albero divenne triste.
Poi un giorno il bambino tornò; l’albero tremò di gioia e disse:
“Avvicinati bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l’altalena con i miei rami e sii felice”.
“Ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi”, rispose il bambino, “Voglio una casa che mi ripari”, continuò “Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi darmi una casa?”.
“Io non ho una casa”, disse l’albero: “La mia casa è il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice”.
Il bambino taglio tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa.
E l’albero fu felice.
Per molto tempo il bambino non venne. Quando tornò, l’albero era così felice che riusciva a mala pena a parlare.
“Avvicinati, bambino mio”, mormorò, “vieni a giocare”.
“Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare” disse il bambino.
“Voglio una barca per fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca?”.
“Taglia il mio tronco e fatti una barca”, disse l’albero: “Così potrai andartene ed essere felice”. Allora il bambino tagliò il tronco e si fece una barca per fuggire.
E l’albero fu felice…ma non del tutto.
Molto tempo dopo, il bambino tornò ancora.
“Mi dispiace, bambino mio”, disse l’albero “ma non resta più niente da donarti… Non ho più frutti”. “I miei denti sono troppo deboli per dei frutti”, disse il bambino. “Non ho più rami”, continuò l’albero “non puoi più dondolarti” …
“Sono troppo vecchio per dondolarmi sui rami”, disse il bambino. “Non ho più tronco”, disse l’albero. “Non puoi più arrampicarti”. “Sono troppo stanco per arrampicarmi”, disse il bambino. “Sono desolato”, sospirò l’albero. “Vorrei tanto donarti qualcosa…ma non ho più niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto…”.
“Non ho più bisogno di molto, ormai”, disse il bambino. “Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco”.
“Ebbene”, disse l’albero, raddrizzandosi quanto poteva “ebbene, un vecchio ceppo e quel che ci vuole per sedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti. Siediti e riposati”.

 

Visioni
Museo della città civico e diocesano

Visioni

a cura di Andrea Alessi

acquerelli e sculture di Riccardo Sanna

dal 22 settembre al 20 ottobre

Museo della città civico e diocesano di Acquapendente

Visioni, una mostra di 15 acquerelli sul tema delle “porte” e piccole sculture che verrà inaugurata nella sala mostre del Museo della città civico e diocesano domenica 22 settembre ore  18.00, con presentazione ed introduzione alla mostra sarà a cura dal Direttore, dott. Andrea Alessi.

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Così ne parlano … “Riccardo mostra una particolare predilezione nel trattare il paesaggio e tutti i suoi paesaggi sono delle ariose composizioni, nelle quali predomina un patetico afflato lirico con la natura. Egli non copia ciò che vede, ma lo interpreta in modo del tutto personale; e, pur lavorando quasi sempre con colori ad olio, usa una sua particolare tecnica, con tinte dai toni tenui e pennellate talvolta “capricciose”, per cui molte delle sue opere, a prima vista, potrebbero sembrare degli acquerelli” (V. D’Arcangeli).

… e poi ancora … “I pensieri sono colori, che diluiti dalla mente come acquerelli pallidi ci muovono dentro, ci spingono oltre a cercare o ricercare parte di noi stessi, qualora ci fossimo persi. Riccardo Sanna, pittore di origini sarde, ma umbro di adozione, è un vero paesaggista, un vedutista legato alla grande tradizione italiana che trae ispirazioni dalle bellezze naturalistiche e architettoniche della nostra terra che a tratti, incontaminata dal moderno, sembra fissata in un tempo remoto.

… Quando per la prima volta ho consigliata all’artista di approfondire il tema della “PORTA” sembrava quasi perplesso, come se in esse non riuscisse a ravvedere la sua vera forma artistica… ma a distanza di tempo … le “PORTE” acquistano una loro identità assoluta “… (E. Polidori)

… vi invitiamo da domenica 22 settembre a scoprire l’identità nascosta della “porta di Riccardo Sanna” nell’esposizine “VISIONI” al Museo della città, Palazzo Vescovile della città di Acquapendente!!!

Pensieri e colori

Ingresso gratuito ed aperitivo con i prodotti dell’Az. Ag. Villa Sant’Ermanno sulla Valle del fiume Paglia, offerto dall’artista, con intermezzo musicale di intrattenimento.

“La vita e la morte” di R. Sanna            dim. 100 x 100. Olio su tela.
Donato all’Hospice San Francesco di Rieti.

 

RICCARDO SANNA

Nato a Soriano nel Cimino (VT), si è diplomato presso l’Istituto Statale d’Arte di Terni sotto la guida dei prof. Capetti e Pantaleone. Ha frequentato per un periodo i corsi liberi di pittura dell’Accademia “Lorenzo da Viterbo” e all’Accademia Sevres di Parigi sotto la guida del prof. Christian Zeimert.

Ha esposto fin dal 1979 in numerose mostre personali e collettive in Italia e nel Mondo.

Per approfondimenti: http://www.riccardosanna.it/biografia.htm

Mostre personali: http://www.riccardosanna.it/luoghi.htm

COME VISITARE LA MOSTRA – dal 22 settembre al 20 ottobre

La mostra sarà inserita all’interno del percorso museale e visitabile negli orari di apertura del Museo.
– SETTEMBRE: dal mercoledì alla domenica 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
– OTTOBRE: venerdì, sabato, domenica e festivi  10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00

Per visitare la mostra

DURATA: 30 minuti
COSTI: in apertura ordinaria con biglietto d’ingresso del Museo (€2 ridotto, €3 ordinario), su prenotazione con richiesta di preventivo.
NOTE: senza prenotazione nei giorni di apertura del Museo, su prenotazione tutti gli altri giorni
VISITA IN LINGUA (inglese e francese): su prenotazione con preavviso di almeno 2 giorni
CONTATTI:Ufficio Turistico – L’Ape Regina: 0763-730246 oppure 0763-730065 – mobile: 388.8568841 – aggiungici anche su Whatsapp – mail: eventi@laperegina.it

La visita può essere inserita all’interno di un pacchetto turistico di mezza giornata che prevede anche un tour in paese con visita alla Basilica del Santo Sepolcro di Acquapendente e la Cripta, con apertura e visita della Pinacoteca San Francesco.

Sindrome di Stendhal
Museo della città civico e diocesano

Sindrome di Stendhal

a cura di Andrea Alessi

opere di Tommaso Cascella, Lidia Bachis e Chiara Tommasi

Museo della città civico e diocesano di Acquapendente

Sindrome di Stendhal è il punto in cui le emozioni si incontrano con l’arte per poi tramutarsi in manifestazioni di disagio, sperdimento psichico, il respiro che manca ed il cuore che batte in maniera accelerata. Evento Perturbante lo chiamava Sigmund Freud, quel senso di irrealtà dove l’inconscio fa riaffiorare momenti o ricordi sopiti, scatenato da un’immagine evocativa di straordinaria bellezza.
La Sindrome di Stendhal questo smuove. Per questa mostra il curatore ha preso spunto dal turbamento di Stendhal per invitare gli artisti a confrontarsi con l’arte antica presente in museo. Per la prima volta verranno esposte, simultaneamente nelle nostre tre sedi, opere d’arte contemporanea create e pensate proprio per questi spazi.
Nelle sale del Palazzo Vescovile, della Torre Julia de’ Jacopo e della Pinacoteca di San Francesco, Bachis, Cascella e Tommasi presenteranno alcuni loro lavori in un labirinto di fascinazioni e rimandi. Tra storia e citazione, opposti ed equilibri, gli artisti sono stati chiamati a raccontare l’esperienza sensoriale ed estetica del nostro museo. In uno scambio serrato, tra felici intuizioni e chiari riferimenti alle opere presenti negli spazi, creeranno una relazione fra antico e contemporaneo. Questo per ricordare a noi tutti che un museo, con i suoi tesori della classicità, non è semplicemente un luogo statico destinato alla polvere e all’eco dei passi di coloro che lo visitano, ma un patrimonio di bellezza, simmetria e armonia.

Esposizione presso le tre sedi museali:

  • Palazzo Vescovile in Via Roma, 85
  • Torre Julia de Jacopo in Via Julia De Jacopo, snc
  • Pinacoteca di San Francesco nel Chiostro di S. Francesco in Piazza Santa Maria, 1

 

TOMMASO CASCELLA

Nasce a Roma nel 1951 dalla pittrice Annamaria Cesarini Sforza e dallo scultore Pietro. Dopo gli studi liceali si iscrive alla Facoltà di Architettura lavorando contemporaneamente nella sua stamperia e casa editrice d’arte “Etrusculudens”, in stretto contatto con Sebastian Matta che ne è l’ispiratore.
Nel 1987 restaura un grande edificio del 1500 a Bomarzo (Viterbo) dove impianta il suo nuovo studio. Nel 1992 realizza la sua prima retrospettiva al Palazzo Crepadona a Belluno, espone una personale alla Galleria Civica di Modena e partecipa alla XXI biennale di scultura a Gubbio. Nel 1995 è nominato Accademico per la scultura all’Accademia di San Luca e colloca un’opera in bronzo nel nuovo quartiere “Tachikawa City” di Tokyo. Nel 1996 è presente con la scultura “Cielo” alla XII Quadriennale di Roma e, nello stesso anno, espone al Kaohsiung Museum of Fine Arts di Taiwan. Nel 1999 partecipa alla mostra “Arte contemporanea, lavori in corso” al Museo MACRO di Roma. Nel 2010 è invitato alla Biennale di Venezia dove espone la scultura “Cielo rovesciato”. Nel 2012 realizza una personale nel Palazzo Aldobrandini di Roma sede del Consiglio di Stato. Nel 2016 è nominato Accademico dall’Università Roma Tre e nel 2016 diviene Accademico di Merito all’Accademia di Belle Arti di Perugia. Tommaso Cascella, nel 2017, dipinge un grande murale per la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Roma Tre.

LIDIA BACHIS

Nata a Roma nel  1969, vive e lavora a Viterbo. Dopo gli studi compiuti presso il Liceo Artistico si diploma all’Istituto Poligrafico e Zecca di Stato. Sue opere si trovano in collezione permanente nella Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo, nel Museo Internazionale della Donna di Scontrone (L’Aquila), al Museo di Arte Contemporanea di Teano (Caserta), nella Collezione Civica D’Arte Contemporanea di Pinerolo (Torino), in Russia al Novosibirsk State Art Museume, al Madou Tower di Bruxelles. Tra le sue esposizioni più rappresentative si ricordano “Round Trip” alla Galleria Comunale di Arte Contemporanea di Arezzo; “Woman as Philosopher” Tour Madou a Brussels; “Fragile” presso Lussemburgo-European Commission; la 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia-Torino; 55th International Art Exibhition, La Biennale di Venezia “The Arab Sirian Pavilion”; “C’era una volta…” Macro (La Pelanda) – Roma; “Better to eat you” a Civita di Bagnoregio; “Naturalmente” presso le Scuderie di Palazzo Chigi Albani; “Mirabilia ed altri paesaggi” alla Pinacoteca di San Francesco di Acquapendente (sede del Museo della città – civico e diocesano).

CHIARA TOMMASI

Dagli anni ’90 collabora con musei di arte contemporanea e gallerie utilizzando fotografie di grande formato, installazioni video e performance. La sua carriera è soprattutto al di fuori dell’Italia con mostre a Chicago, Barcellona, Londra e Brno. Inizia con la Biennale internazionale di fotografia di Torino nel ’99, agli albori del digitale, per proseguire a Roma con una fitta serie di installazioni alla galleria storica Edieuropa Qui Artecontemporanea, che diventerà il suo punto di riferimento romano. Con loro parteciperà al Macro Testaccio in Videoakt festival, al Festival di fotografia di Roma nel 2009, alla rassegna Codice a cura di Stefano Elena al Chiostro del Bramante sempre a Roma. Dal 2013 la sua ricerca si concentra su installazioni ambientali in luoghi non adibiti all’arte, con interventi performativi e visivi, e con la collaborazione di artisti internazionali e storici di arte contemporanea. Importante la sua partecipazione a diversi eventi d’arte legati al sociale, uno fra questi “Luminaria”, a cura di Marco Trulli, per la rivalutazione del quartiere di San Faustino a Viterbo.

 

COME VISITARE LA MOSTRA – fino al 31 dicembre

La mostra sarà inserita all’interno del percorso museale e visitabile negli orari di apertura del Museo.
– MARZO: sabato e domenica 10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00
– APRILE: venerdì, sabato, domenica e festivi  10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
– MAGGIO: dal mercoledì alla domenica e festivi 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00

Per visitare la mostra

DURATA: 30 minuti
COSTI: in apertura ordinaria con biglietto d’ingresso del Museo (€2 ridotto, €3 ordinario), su prenotazione con richiesta di preventivo.
NOTE: senza prenotazione nei giorni di apertura del Museo, su prenotazione tutti gli altri giorni
VISITA IN LINGUA (inglese e francese): su prenotazione con preavviso di almeno 2 giorni
CONTATTI:Ufficio Turistico – L’Ape Regina: 0763-730246 oppure 0763-730065 – mobile: 388.8568841 – aggiungici anche su Whatsapp – mail: eventi@laperegina.it

La visita può essere inserita all’interno di un pacchetto turistico di mezza giornata che prevede anche un tour in paese con visita alla Basilica del Santo Sepolcro di Acquapendente e la Cripta, con apertura e visita della Pinacoteca San Francesco.

Giochi al Museo d’estate … con le ali del pronubo!

Giochi al Museo d’estate …  con le ali del pronubo!!!

Museo del fiore

ogni venerdì e sabato di agosto e di settembre

ore 16:30 -18.30

quando non presenti altre iniziate promosse dal Museo

Acquapendente (VT) Località Giardino Torre Alfina

Un estate da sballo al Museo del fiore!!!

Per tutto agosto e tutto settembre il Museo invita grandi e piccini a giocare con il pronubo! Non ci avete mai giocato? Allora è il momento di venire a scoprire insieme a noi chi è e cosa fa?

Al Museo del fiore ogni venerdì ed ogni sabato ad agostoa settembre alle ore 16.30, a partire dal primo fine settimana di agosto all’ultimo di settembre tanti giochi, tanto divertimento, gare e competizione e tante risate!

Giochi d’estate con le ali del pronubo

Allora vi aspettiamo con questo ricco programma al Museo del fiore!!

Costo della visita guidata e del gioco € 4/partecipante, comprensivo del biglietto d’ingresso al Museo.

COME PRENOTARE E AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI

Si richiede prenotazione per partecipare al laboratorio indicando l’età dei partecipanti. Prenotazione (entro il giovedì precedente) telefonando a Coop. L’Ape Regina 0763-730065 oppure WhatsApp 388 8568841.

Per mail:info@museodelfiore.it, eventi@laperegina.it.

Pagine social: facebook.com/laperegina.cooperativa@CoopApeRegina

COME ARRIVARE A TORRE ALFINA:

Si può raggiungere anche tramite l’A1, uscita Orvieto, seguire le indicazioni per Castel Giorgio – Torre Alfina. Arrivati al Borgo di Torre Alfina seguire le indicazioni per Museo del fiore che si trova a soli 2 Km di strada dal borgo.